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Primavera a Quattro Mani


Il Maggio degli Ebook: giorno 2

11156183_420815191422825_7706733631550022716_nIl Maggio degli Ebook è un’iniziativa ideata e promossa dalla giovane e dinamica casa editrice dei Nativi Digitali: un blog-tour di un mese intero che coinvolge oltre 50 siti e 130 ebook di tutti i tipi.

Oggi, il blog Butterfly’s Books presenta 3 ebook, nella lunga maratona che giungerà da noi, A Quattro Mani, il 5 maggio.

Ecco quindi il link diretto alla seconda tappa.

Troverete ulteriori informazioni sull’iniziativa nella pagina del Maggio degli Ebook.

 

 

Il Maggio degli Ebook: giorno 1.

11156183_420815191422825_7706733631550022716_nIl Maggio degli Ebook è un’iniziativa ideata e promossa dalla giovane e dinamica casa editrice dei Nativi Digitali: un blog-tour di un mese intero che coinvolge oltre 50 siti e 130 ebook di tutti i tipi.

Oggi, i blog Il Bosco dei Sogni Fantastici e Wormhole Diaries presentano i primi 6 ebook della lunga maratona, che giungerà da noi, A Quattro Mani, il 5 maggio.

Ecco quindi il link diretto alle prime tappe:
Il Bosco dei Sogni Fantastici
Wormhole Diaries

Troverete ulteriori informazioni sull’iniziativa nella pagina del Maggio degli Ebook.

Il Faerie – di Manuela Leoni

11079448_958992484124905_1230702419_nDanzano
Spirali di note nel vento
Mi avvolge
Il profumo dei giunchi

Lontano
Tra le nubi scompare
Ali spiegate
La creatura incantata
Che ho amato

(Ispirato a Boreas di J.W. Waterhouse 14.03.015)

Solidarietà per Noa

Di ritorno in Israele dall’Italia, la cantante Noa è stata insultata e minacciata per le sue posizioni pacifiste e contrarie alla politica delle destre che rischiano di sprofondare ulteriormente e definitivamente la regione nella guerra e nella sofferenza.

Approfitto anche dello spazio del blog per esprimere la mia solidarietà a una grande cantante e a una grande persona.
Dobbiamo imparare a difendere i nostri grandi artisti.

Social News di Primavera

Inauguriamo questo mese la rubrica delle news dai social d’autore. Sarà un elenco ragionato di notizie dai gruppi di autori e dalla piccola editoria “virtuosa”, digitale e tradizionale, che possono interessare i lettori del nostro blog. Quindi quasi tutte belle notizie.

Il libro modale

Uno dei fenomeni più irritanti sul piano artistico e che portano più discussioni e interesse sul web è l’ottimizzazione della scrittura, tesa ad ottenere non opere ma prodotti “modali”. Da altre discipline sappiamo benissimo che le fasi storiche di ottimizzazione compulsiva accompagnano momenti carenti nella creatività. Grazie agli studi di S. J. Gould e N. Eldredge, abbiamo imparato che la storia delle specie conosce spesso la fase della diffusione rapida di varianti seguita da una fase più lunga in cui le variazioni si affinano e si diffondono fino a costituire una nuova base di partenza. Nei fenomeni sociali l’ottimizzazione corrisponde perfettamente a questa seconda fase biologica, in cui tutto sembra muoversi al rallentatore e in cui si stabiliscono canoni ottimali che verranno allegramente buttati alle ortiche con la prossima ondata creativa. Mi sembra che siamo proprio nel mezzo di una fase di questo genere, col tentativo di uniformare il prodotto letterario e renderlo “modale”, scientificamente studiato per garantire una buona diffusione su un pubblico che è al centro di una curva gaussiana di risposta alla costruzione della trama, al linguaggio e al ritmo.

D’altra parte, si sa, le variazioni esplodono ai margini, in periferia, e vengono incorporate nella popolazione futura solo quando hanno un impatto adattativo notevole. Nel mondo dei libri l’adattamento consiste non tanto nell’adesione ai canoni di gradimento dei lettori, ma all’eco socioculturale di un’opera, di una tematica, di una modalità narrativa. La lavorazione del prodotto editoriale modale è quasi un fenomeno post-industriale: esistono schemi ottimali per la produzione distribuita di best seller, regole che massimizzano l’efficienza della trama e del linguaggio per raggiungere il target modale. Purtroppo l’ottimizzazione è un fenomeno che chiude più porte di quante ne apra, perché l’efficienza non è quella di ampliare gli orizzonti e portare fermento in ambito socioculturale ma quella di garantire un buon numero di vendite ai singoli “prodotti”. Si scrive modali ma si legge mediocri, perché sono sottratti al lato artistico, che crea bellezza dalla piccola imperfezione, che fa musica con uno strumento non perfettamente accordato, che spesso sbaglia ma sbagliando ci porta a guardare orizzonti che non avevamo mai preso in considerazione.

Così lo studio di Propp che evidenzia un flusso tipico nell’elaborazione della trama da spunto importantissimo per costruire opere consapevoli diventa una banale ricetta per confezionare una favola di successo. L’evoluzione del linguaggio narrativo, che segue necessariamente gli strumenti cinematografici e televisivi, porta al mero elenco delle tecniche obsolete (infodump, descrizione statica, etc.) e degli ingredienti essenziali (come gli incipit dal ritmo incalzante da trailer cinematografico), invece di stimolare riflessioni costruttive su come le variazioni di ritmo e linguaggio intervengono nell’immaginazione del lettore e nella percezione della storia.

E’ ormai diffuso un marketing che scientificamente spinge della deriva artistica, una sorta di “si-fa-cosismo” tipico delle fasi meno interessanti della storia. E’ facile profetizzare che l’appiattimento ottimale porterà a una contrazione del numero di lettori, così come l’ottimizzazione dei telefilm ha portato a una riduzione generalizzata nel pubblico. In fondo, i segmenti di arco non modali della curva dei lettori costituiscono un elemento dinamico e non statico. Una nicchia si può trasformare in un fiume in piena, perché le attività umane non hanno il ritmo di eventi biologici calcolati in generazioni. Anche solo restando in tempi relativamente recenti, è successo con Harry Potter, un fenomeno di nicchia che è straripato ben prima di approdare al cinema, e su cui solo qualche piccolo editore ha scommesso inizialmente.

Carta canta

L’Europa, nella sua infinita saggezza, ha decretato che la cultura è una questione di contenitore. Il libro deve essere di carta come il vino deve essere di vetro e il cioccolato di stagnola. Benissimo, anzi malissimo. Ce ne faremo una ragione, d’altra parte siamo stati noi cittadini a votare alle europee senza grande attenzione alle tematiche che ci sono care.

Ormai anche i sassi hanno capito che l’ebook non sostituisce la carta e che completa l’esistenza del libro, perché giunge là dove la carta non può arrivare: è disponibile indefinitamente senza rese e ristampe costose, semplifica la vita a chi ha problemi di vista, permette una diffusione capillare di vecchie opere introvabili e di testi in lingua originale. E’ la libera circolazione della cultura che spaventa, evidentemente. Il basso costo è un cavallo di troia che nasconde la minaccia di un contatto più stretto tra chi scrive, chi pubblica e chi legge.

Chi ama i libri (e siamo in pochi, purtroppo) alla carta non rinuncia. E’ vero amore e al cuore non si comanda. Possiamo essere liberi di amare anche gli ebook oppure dobbiamo storcere il naso e concludere che sono libri fasulli?

Perché il pericolo elettronico è sempre in agguato. In effetti temo che i nemici dell’ebook, che citano l’inconsistenza fisica di un epub o di un mobi, non sappiano che i libri di carta sono per il 90% un prodotto elettronico. Copertine digitali, prodotte direttamente con i bit o scansionate e quindi ridotte a bit, testi composti da bit, correzioni fatte o riportate in bit, addirittura file scambiati via internet tra autori e editori. Se lo sapessero, gli prenderebbe un colpo apoplettico. Che il vino non sia fatto di vetro, alla fine?

InverseLab di Narrativa

La scrittura è un’attività individuale, tradizionalmente solitaria, tuttavia mettere “nero su bianco” una storia costituisce soltanto una piccola parte del lavoro dello scrittore di narrativa, che si giova di un contesto sociale ricco e articolato in cui le idee prendono forma, ci si confronta con il mondo dell’editoria, si entra in contatto con i lettori, si effettuano ricerche documentali e si caratterizzano i personaggi. Prima, dopo e persino durante le fasi di materializzazione della storia, lo scrittore deve frequentare assiduamente il mondo.

All’interno del nuovo metodo Inverse Training®, che riposiziona l’autoapprendimento e il miglioramento delle proprie abilità artistiche e tecniche in un contesto di gruppo, nasce il primo InverseLab destinato alle arti umanistiche.

L’InverseLab che proponiamo più che un viaggio a tappe nelle tematiche della narrativa è un surfing a più menti sull’onda dell’arte di raccontare una storia.

Il tema conduttore di questa sperimentazione riguarderà la narrativa di genere, con una breve introduzione all’Inverse Training® (ma senza didattica frontale e lezioni di scrittura creativa) e molto tempo di laboratorio. Sono previsti sei incontri di due ore che si terranno ogni due settimane. L’ideazione e la conduzione dell’InverseLab narrativo è di Andrea Marinucci Foa e Manuela Leoni, autori indipendenti di narrativa di genere, copywriter ed editor.

Il laboratorio sperimentale è un primo passo verso un’attività più ampia e indirizzata a tutte le forme di narrazione, per creare spazi collaborativi altamente conviviali in cui l’efficacia formativa e didattica sia legata al lavoro di gruppo e non all’autorevolezza di una cattedra. In quest’ottica, l’invito all’InverseLab è esteso a chiunque sia interessato alla narrazione e non soltanto agli scrittori, perché la presenza di prospettive diverse è sempre una risorsa straordinaria.

Come ogni altra attività Inverse Training®, il raggiungimento dell’obiettivo attraverso la sintonia di gruppo apre altre porte e impone nuove domande che possono costruire nuovi obiettivi o arricchire quello di partenza.

Funziona come tutti i corsi Inverse Training, con voucher dal prezzo standard di 50 € per ogni sessione (2 ore) acquistabili sul portale www.inversetraining.com

Sito Ufficiale

Carta canta

Tutto in pochi giorni:

Disponibile TRE di SPADE in cara vecchia carta sui maggiori store, tra cui Amazon, Mondadori, Feltrinelli, IBS.
L’ebook promozionale LOUIS GITANES E IL SIGNORE DEI SOGNI su Smashwords (e in attesa di arrivare su Amazon) con un numero inatteso e lusinghiero di download.

Addio, 2014

10392434_895654580458696_8947991172048021335_nUn anno difficile, duro, ma pieno di nuove amicizie e artisticamente intenso. Abbiamo riso (poco), pianto (molto), scritto (moltissimo).
Del 2014 ci restano gli amici, i soliti vecchi e straordinari amici e i nuovi straordinari amici (è inutile fare nomi, tanto non facciamo mistero del nostro affetto), un libro (auto)pubblicato a luglio, un racconto pubblicato dalla EEE a settembre in una antologia, una ventina di racconti assortiti, un portale di storie brevi progettato e realizzato, tre libri su cui abbiamo lavorato ma che non sono finiti, uno spettacolo straordinario incentrato sulle nostre storie e tante nuove idee.
Ringraziamo i nostri amici e compagni di strada e auguriamo loro un 2015 stupendo.