Promuoversi con storie brevi (prima puntata)

mT8VifKhfVV3R4tRvkO8Jw_rQuesto è il primo articolo sulla strategia per autopromuoversi, senza pretenziosi “i cinque migliori sistemi per conquistare la galassia a colpi di ebook” o “i dieci sistemi killer per convertire al digitale anche il pitecantropo del piano di sopra e il pesce rosso di zia Berta”, insomma si tratta di qualche consiglio “normale”, da autore semisconosciuto ad autore semisconosciuto.

Per prima cosa, lavorando a un romanzo, una saga, un ciclo, trovo molto utile produrre un po’ di materiale extra, magari un racconto breve o un piccolo spin-off. Qualcosa che sia divertente da scrivere e che si riallacci all’opera principale. Di questi tempi, la soglia di attenzione è sempre più ristretta. Un tempo si parlava dell’esigenza di conquistare il lettore nelle prime cento pagine, in tempi più recenti delle 10 pagine in cui si deciderà se il libro verrà letto o spietatamente abbandonato. Oggi, secondo gli autorevoli consigli di autori “navigati” e guru assortiti dello storytelling, si è più sbrigativi: il destino del libro è appeso all’incipit.

Un libro conquista per i personaggi, per lo stile, per la storia, per l’atmosfera. Viene scelto perché diverte, appassiona o tiene inchiodato il lettore con la suspense (dipende dal genere), emozioni che un paragrafo o due non sempre riescono a destare, per cui la storia breve (quella che non supera la soglia psicologica delle 25 pagine) aiuta molto l’autore a dare un assaggio dell’incantevole atmosfera del suo romanzetto di 1500 pagine, dei personaggi del suo ciclo in quattordici comodi volumi in confezione unica dotata di servosterzo, dell’ambientazione frettolosamente tratta da 22 anni di studi universitari sulla tribù neanderthaliana di Grotta Breuil. Insomma, serve da antipasto ed è tanto più utile quanto più numerose e consistenti sono le portate che seguono.

Una promozione di questo genere a me è stata davvero molto utile, per cui la consiglio spassionatamente a tutti gli autori indipendenti.

La tecnica che trovo più efficace è quella di curare moltissimo questa promozione, trovargli una bella copertina, controllare bene il linguaggio e fare più passaggi di correzione di bozze, studiare bene una quarta di copertina (che negli ebook è il testo che accompagna la copertina negli store), insomma trattare questo mini-ebook come vorreste (o avete voluto) trattare il vostro adorato romanzo. Ai lettori piace essere trattati bene e la cura dei dettagli è un gesto che non passa inosservato agli occhi dei più smaliziati. Alla fine del racconto (o dei racconti) promozionali, si devono mettere sempre due righe per presentare l’autore e l’elenco completo delle pubblicazioni (è ovvio, ma spesso ci si perde proprio sulle cose scontate).

Se vi interessa sapere qualcosa di più su come potreste fare (io non sono un guru e non posso né comunque vorrei mai dirvi come dovreste fare), aspettate la prossima puntata.