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Luce e Ombra


La Prova del Druido

Delle disavventure di un allievo scapestrato in­tenzionato a superare un esame a pieni voti. Della involontaria profezia di una giovane don­na dai capelli color miele. Di stravaganti numi che saccheggiano i mondi alla ricerca di storie per il loro divertimento.

Nel mutevole, colorato e caotico mondo degli Dei pochi erano i punti di riferimento stabili e certi. Oasi di ordine in una mare in tempesta, la taverna di Orlo era sempre uguale a se stessa, piena di numi, spiritelli, ninfe e immortali. Lì fervevano le tre attività preferite degli Dei: litigare furiosa­mente, discutere indefinitamente e vantarsi irrefrenabil­mente. Ma come spesso accade in consessi fortemente ispirati dallo spirito (sia esso alcolico o santo) a un certo punto la confusione si spegneva e il silenzio prendeva il sopravvento. Allora, come se ci fosse stato un segnale prestabilito, gli avventori si trasformavano in pubblico e l’oste tesseva le sue storie.
Perché Orlo non era solo il Dio degli osti e dei tavernieri, ma il nume tutelare dei cantastorie, dei bardi, dei teatranti e degli scribacchini. E quella sera aveva preparato una storia fuori dall’ordinario.

 

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Twittami o diva!!

pabloGiovedì 10 novembre: pratiche letterarie fluide, connesse e reticolari del modo di fare letteratura. Cambiano i modi di pensare, creare e diffondere letteratura, e lo scrittore di oggi ha bisogno di farli suoi. Se ne parlerà con chi questo mondo lo vive e lo studia.

Dalle ore 10 alle 17, Piazza Augusto Imperatore 4, la FUIS – Federazione Unitaria Italiana Scrittori,da sempre attiva a supporto degli scrittori, presenta una giornata di formazione per avvicinare gli scrittori al mondo dei social media. Quali sono quelli più adatti da utilizzare? In quale occasione? Come porsi per farsi notare da un editore o promuovere il proprio libro?

Ad aprire la giornata sarà il prof. Natale Antonio Rossi, presidente della FUIS seguito dal Social Media Manager della FUIS, Giovanni Prattichizzo, esperto di comunicazione nel settore editoriale e dottore di ricerca in scienza della comunicazione offrirà uno scenario dei social network e i loro utilizzi per il mestiere di scrittore.
Alle 12:00 Fabio Biccari, Co-Founder/CEO di Meetale, incubatore di scrittori, presenterà come la piattaforma sia uno strumento di supporto per Case Editrici e scrittori, attraverso casi di successo ed esempi pratici.

Nel pomeriggio, alle 14:00, prenderanno la parola Margherita Melara, blogger di “Il Blog degli scrittori”, giornalista e autrice, e Assunta D’Aquale, blogger di “Negli occhi del cuore” e autrice, illustrando le tematiche relative al fenomeno del Self Publishing emerse da una ricerca in cui sono state intervistate alcune case editrici (Nativi DIgitali, Genesis Publishing, La Vegas Edizioni),      autori (Elisa S. Amore, Francesco Zampa, Roberto Bonfanti), agenzie letterarie e gruppi di Facebook.

Alle 15, Michel Franzoso, fondatore di Extravergine d’autore ed esperto di web marketing, racconterà l’esperienza della vetrina web e parlerà degli strumenti per fare promozione, comunicazione e diffusione del libro in rete.

La giornata sarà conclusa dai racconti e testimonianze degli scrittori presenti in aula e dalla lettura del racconto collettivo che verrà scritto sia in aula che on line tramite l’hashtag #twittamiodiva.

Contatti
Telefono: 06-6833646
e mail: [email protected]

Gli Universi di Ailus

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Un evento a lungo atteso, la Sword & Sorcery italiana sbarca al Lucca Comic e sfida la moda del romanzo fantasy riportando all’attenzione del pubblico le atmosfere di Howard, Leiber e Anderson. Curato da due veri esperti del genere, Francesco La Manno e Alessandro Iascy, ed edito da Ailus Editrice, “Gli Universi di Ailus” è un libro dedicato ai tanti appassionati dell’avventura fantastica che il mercato tradizionale ha da lungo tempo abbandonato e una buona occasione per tutti coloro che, per età o per pigrizia, sono nati per leggere queste storie ma ancora non lo sanno.

Per saperne di più:
Su Italian Sword And Sorcery
S
u Ailus Editrice

L’Evocatore

di Andrea Marinucci Foa e Manuela Leoni

Il Campo dell’Oscuro era piuttosto affollato, nonostante fosse ormai notte fonda. Tra tutti i quartieri di Vadhe, la preziosa e corrotta perla nera della Costa, il Campo era forse il più pittoresco e pericoloso. Vi dominavano infatti le botteghe di maghi, stregoni, incantatori e in generale degli operatori dell’occulto. I quattro energumeni che avevano attraversato spavaldamente piazza degli Astrologi e avevano imboccato la stretta via degli Inferi entrarono uno dietro l’altro in un portone verde, pochi passi più avanti.

Se anticamente gli astrologi avevano le botteghe sull’omonima piazza e gli evocatori le loro tane terrificanti su via degli Inferi, il continuo ricambio aveva mischiato gli operatori dell’occulto e la toponomastica non era più molto d’aiuto. Per un caso fortuito, la bottega in cui erano entrati i quattro apparteneva effettivamente a un evocatore, anzi a un maestro evocatore.

Costui era un vecchio alto ed emaciato, dalla lunga barba bianca, che sedeva alla sua scrivania leggendo un grande tomo alla luce fatata di una piccola salamandra accoccolata sulla sua spalla. Non indossava gli abiti sgargianti dei soliti stregoni vadhiani, ma una semplice tunica nera.

[continua a leggere]

“RESET”, su Penne Matte

pennematteMi ero riproposto di limitare al massimo la partecipazione ai tanti concorsi online, un po’ perché ho un certo numero di libri da finire e un po’ perché è fastidioso chiedere in giro ai contatti sui social di andare a leggere e votare un racconto.

Faccio volentieri un’eccezione per questo concorso delle Penne Matte che tra tutti i portali dedicati alla narrativa in generale costituiscono la realtà più dinamica e innovativa del panorama italiano, con articoli ben curati e di grande interesse per lettori e autori.

Tanto più che il concorso si intitola “Noi Umani” ed è dedicato alla fantascienza…

Ogni opera di narrativa si occupa di persone e società: qualsiasi sia il palcoscenico e la scenografia, il plot e il genere, romanzi e racconti parlano quasi sempre di Umani. La fantascienza guarda alle società, mentre il fantasy, il sentimentale, il giallo preferiscono concentrarsi sui singoli individui, ma alla fine siamo sempre noi al centro delle nostre storie. L’esplorazione, il conflitto, l’avventura sono occasioni per guardarci dentro. Uno dei filoni della SF che preferisco è quello che fantastica liberamente sui cambiamenti sociali apportati dalla tecnologia, cercando di capire dove stiamo andando e quali sfide ci aspettano in futuro.

L’ispirazione per “Reset” è stata gentilmente fornita dal mio PC che in questi mesi si è rotto cinque volte, costringendomi a recuperare i dati a più riprese. Mentre ero intento a litigare con sistemi operativi sempre più automatizzati e dal comportamento spesso misterioso e incomprensibile, vittima di aggiornamenti tecnici quotidiani, mi sono domandato quanto ci sarebbe voluto perché si elaborasse un sistema residente in cloud, cancellando anche l’ultimo brandello di autonomia dell’utente, l’ultima piccola illusione di controllo. Più in generale, quale direzione stiamo imboccando, quando rottamiamo la conoscenza diffusa e ci affidiamo a due o tre software house?

Al di là del paradosso e della catastrofe globale (oggi impensabile) che racconta, “Reset” è costruito intorno alle debolezze del sistema che stiamo mettendo in piedi.

Potete trovare il racconto sulla sua pagina nel sito delle Penne Matte. Se vi piacerà, ricordatevi di lasciare un feedback. E’ pur sempre un concorso.

Sword & Sorcery today

Riproporre racconti di Sword & Sorcery oggi è una battaglia persa. Ma qualcuno deve pur combatterla.

Discussione tipica davanti ai racconti Sword & Sorcery.PhotoFunia-1811fc2
Lettore/critico/editore: “Vedo che i personaggi sono stereotipati”
Autore: “Infatti, nello S&S c’è una forte vena grottesca e i personaggi indossano delle maschere. Il gioco è tutto nel mostrare, lasciar intravedere cosa ci sia sotto…”
LCE: “…e manca quasi del tutto l’elemento introspettivo.”
A: “Sì, appunto. L’introspezione non fa parte del genere, sono storie veloci. Insomma, non puoi fare un monologo amletico mentre sei inseguito da un drago armato di spiedino e salsa barbecue. Quindi…”
LCE: “Storie brevi e frammentate, il romanzo ne esce male.”
A: “quale romanzo?”
LCE: “un romanzo fantasy ha bisogno di un ritmo meno rocambolesco.”
A: “Non è un romanzo, sono racc…”
LCE: “Per quanto scritto bene, c’è molto lavoro da fare perché sia un bel romanzo fantasy”.
A: “non è un romanzo e non è fant…”
LCE: “Però c’è in potenza la capacità di tirarne fuori uno, un bel romanzo fantasy”
A: [rumore di testa sbattuta ripetutamente contro il muro]

Dialogo liberamente elaborato da numerose discussioni e commenti reali.

Operazione Sconto

Cercate qualcosa da leggere per questa estate? Un pizzico di avventura, un sorriso, un brivido?
Visto che l’estate è dura per tutti, vi regaliamo uno sconto del 20% sull’edizione cartacea dei nostri libri. Tuffatevi nei misteri della Bretagna con Jacques Korrigan oppure nelle avventure sword & sorcery della Canzone della Costa in compagnia di tre famigerati furfanti.

Da questa mattina e fino a domenica 10/07/2016 sarà possibile acquistare sul sito Youcanprint.it con uno sconto del 20% le versioni  in carta (all’odore e sapore di carta) di:


jk90A. Marinucci Foa – M. Leoni
LA FORESTA DEGLI INCANTI

Jacques Korrigan a Brocéliande

Generi: avventura fantastica, fantasy, spionaggio
seconda edizione, 2015
Pagine. 360
Coupon: 123579


tredispadeA. Marinucci Foa – M. Leoni
TRE DI SPADE

La Canzone della Costa – volume 1

Generi: sword & sorcery, fantasy, avventura
2014
Pagine. 126
Coupon: 950977


luce e ombraA. Marinucci Foa – M. Leoni
LUCE E OMBRA

La Canzone della Costa – volume 2

Generi: sword & sorcery, fantasy, avventura
2015
Pagine. 114
Coupon: 421447


ISTRUZIONI: accedere alla scheda youcanprint del libro che vi interessa cliccando sul titolo del libro, aggiungere al carrello e inserire il codice coupon relativo. Per ogni ordine è possibile utilizzare solo un coupon.

Italia Fantastica

Vi ricordate il “fatabase” creato da Kate Lacourse nella Foresta degli Incanti?
Il sito delle Penne Matte ha realizzato una mappa dell’Italia fantastica che si avvicina molto al concetto del “fatabase”.
E… sorpresa… tra gli autori mappati ci siamo anche noi.

Diario di viaggio, parte seconda

La cronaca semiseria di un autore alle prese con il viaggio di Darwin.

index_clip_image002Darwin e gli osti sudamericani è un pezzo di teatro. Non l’ho scritto io, l’ha scritto lui e io mi limito a tirarlo fuori dal suo libro e a farlo vedere.

Chi ha viaggiato in modo “avventuroso” lo sa già. Ci sono due comodità irrinunciabili quando vai alla ventura in zone già esplorate prima. La prima è la cartina. Quando ti perdi o sei in dubbio, c’è la carta geografica. Se parli il suo linguaggio te la cavi sempre. Il viaggiatore esperto non si riconosce dalle scarpe o dallo zaino. Si riconosce perché sa ripiegare la cartina al primo colpo.
La seconda è l’oste. Uso il termine “oste” come simbolo di tutta la famiglia estesa dei gestori di locali dove si mangia e si beve: ristoratori, trattori, tavernieri, locandieri. Quando hai viaggiato tutto il giorno, ti fanno male tutti i muscoli del corpo, persino le dita (con cui hai ripiegato la cartina cento volte), sei stanco morto e affamato come un coccodrillo tenuto a dieta vegan per una settimana. Arranchi con le ultime forze, vedi le case il lontananza e quando trovi l’oste sei salvo.

Ora, Darwin non è Indiana Jones. Gli scienziati del Beagle viaggiano con i servi al seguito. Ma quando vanno a cavallo e a piedi una giornata intera sono stanchi anche loro. Puzzano come caproni tibetani, gli fa male tutto e hanno fame. Si trascinano alla prima osteria. Hanno l’agilità di un bradipo, ma lo stomaco di una tigre dai denti a sciabola.

Darwin parla tanto degli osti e visto che non è uno che chiacchiera a caso, e che addirittura si ricorda a distanza di molti anni dove si mangia bene e quanto si spende, il suo incontro con la ristorazione sudamericana riveste per lui una certa importanza.

Gli osti sono la punta di diamante della civilizzazione. Sono sempre avanti. Quelli che incontra Darwin sono addirittura centocinquanta anni avanti. Guardano i valorosi scienziati e nobili esploratori di Sua Maestà e cosa vedono? Dei turisti. Un secolo e mezzo prima dell’industria del turismo! Darwin è sbalordito e divertito dagli osti. Si imbatte nel relativismo culturale, trattando con gli osti. Gli esploratori inglesi hanno fame, chiedono ripetutamente da mangiare, insistono. Quanto ci vorrà per la cena? L’oste si secca e risponde “la cena sarà pronta quando sarà pronta”. Questa frase resterà scolpita nella memoria di Darwin. Un inglese del 1831 non se la aspetta, si aspetta una giustificazione, una parola di scusa. Ma l’oste vede solo un turista, sta facendo il suo lavoro e il turista aspetta. “Se non volete aspettare, potete andare altrove”. E lì, i valenti esploratori alzano bandiera bianca.

E’ normale per noi. Ma immaginate la faccia di Darwin alle prese con la filosofia della ristorazione del ventesimo secolo, in un posto sperduto del Brasile. E’ teatro. Quando Darwin anziano lo scrive nell’autobiografia ancora gli viene da ridere.

Diario di viaggio, parte prima.

La cronaca semiseria di un autore alle prese con il viaggio di Darwin.

BeagleDarwin è appena partito con il Beagle, io con il racconto. Sì, lui è qualche anno più indietro, ma ha una scadenza più lunga.
Il Beagle è un brigantino con dieci cannoni. Non li useranno mai, quei cannoni. Se li portano dietro giusto perché Larussa non affitta ancora i marò. E forse è meglio così.
Quando arriva a Capo Verde, il giovane Darwin, che è un inglese tipico, alza il sopracciglio come Spock e mormora “interessante”. Non si sbraccia per l’entusiasmo.
Poi però scrive. E quando scrive Darwin non ha più bisogno di fare l’inglese.
“Il paesaggio, osservato attraverso l’atmosfera nebbiosa di questo clima, ha un grande interesse, se una persona appena sbarcata e che ha fatto per la prima volta una passeggiata in un bosco di palme da cocco può giudicare qualcosa che non sia la propria felicità”.
E allora, pensi che se il suo libro fosse presentato in modo diverso non ci sarebbe neppure bisogno di costruire qualcosa di nuovo. Si immagina già dalle sue parole l’espressione che ha Darwin mentre passeggia tra le palme, l’importanza che ha per lui quel viaggio. Calcolo, ambizione… certo, ma è felice come una pasqua, guarda le cose con l’occhio del naturalista, ma è lì, in quel momento e in quel posto, e qualcosa canta dentro di lui.

Quando lo studi in modo tradizionale, lo immagini alle Galapagos. Il marinaio gli indica il fringuello: “guardi, mr Darwin. Guardi che bello!”
Ma Darwin sta già studiando il becco e pensa alla selezione naturale. E’ un marziano, Darwin. Non guarda, esamina, scruta. Non ha occhi, ha due microscopi.
Il Darwin dei testi non sorride. Riflette.
Per cinque anni.
E quando torna sa già tutto. Che poi a chi studia stanno sulle balle quelli che sanno già tutto.