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Luce e Ombra


About Andrea Marinucci Foa

Posts by Andrea Marinucci Foa:

Eppur si muove

In ogni epoca, la cultura italiana è in crisi per colpa di qualcosa e qualcuno.

Oggi una parte della cultura indica chiaramente i nemici: internet, il digitale, il computer che non ci fa guardare in faccia, l’editoria a pagamento, la scrittura di massa che intasa il mercato di spazzatura.

Ogni Verità enunciata, per quanto fantasiosa, ha una parte di realtà. Così, è certamente vero che tra le opere che “intasano” allegramente la rete alcune sono immature, altre sono sgrammaticate, altre ancora sono copie di libri che hanno guadagnato fama e vendite. Ed è indiscutibilmente vero che non fa bene alla salute mentale abusare del contatto telematico. Infine, esistono ancora case editrici che cercano di spremere come limoni autori esordienti con contratti che li obbligano all’acquisto di decine di copie.

Si vuole una cultura elitaria, praticata da pochi e “consumata” dalla massa? Apprezzata sì, ma senza la malaugurata tentazione di far propria l’arte e mettersi a scrivere?

Parrebbe di sì.

Quando poi la massa non apprezza per nulla le opere elitarie e ha una insopportabile, malsana voglia di leggerezza diventa “ignorante” e “non capisce niente”. Analfabetismo funzionale. Tutta colpa di… e giù con il capro espiatorio di turno… Internet? Il cinema? La TV? Il monopolio editoriale? La scuola? Le giovani generazioni (“ah, ai miei tempi…”)? Il populismo (il collegamento mi sfugge, ma c’è chi lo dice)? “Le cavallette, il terremoto, una terribile inondazione…”

Poi è vero che la scuola è devastata, che la distribuzione penalizza le piccole case editrici, che in tv impera la spazzatura e c’è poco di interessante da vedere. Figuriamoci se non è vero!

Ma se si fa un giretto in “territorio nemico”, nel web, si scopre un esercito di nuovi autori, molti giovanissimi e in grandissima maggioranza donne, che non solo osano scrivere senza il placet delle generazioni precedenti ma che si parlano e si aiutano tra loro come i vecchi autori, quelli della vecchia carta-al-profumo-di-carta, si sono sempre guardati bene dal fare. Si scoprono piccole case editrici che non sono certo a pagamento, che pubblicano opere ben curate una dietro l’altra e magari hanno già programmato le uscite del 2018 e del 2019. Editori giovani che passano parte del loro tempo parlando con autori e lettori sui famigerati social, educando (parola desueta, eh!) alla lettura e all’arte, all’uso delle fonti storiche, alla cura del testo.

E allora cosa si conclude? Che a destabilizzare, a spaventare a morte la cultura italiana del presente è la perdita del controllo. Perché nelle strabilianti statistiche che mostrano impietose il degrado dell’editoria nostrana, la piccola e piccolissima editoria che utilizza canali alternativi sfugge. Sfuggono i lettori che trovano le loro storie nei blog e nei social di scrittura. Sfuggono gli autori indipendenti. C’è un fenomeno in corso che nessuno riesce a misurare né a prevedere con chiarezza, che nessuno trova modo di contenere o di dirigere.

Io non mi spavento affatto se la scrittura esce dai canali tradizionali, se le piccole case editrici superano in coraggio e innovazione le grandi, se la distribuzione tradizionale (finalmente) crepa, sostituita da qualcosa che esiste già e magari da qualcosa che nascerà in breve. È un rinnovamento che viene da giovani, lettori, autori ed editori non dal decreto di un tiranno o dalle leggi del mercato globale. Non mi spaventa, nonostante i rischi evidenti che vengono dalla carenza di intermediari dalla mentalità aperta. La cultura è elastica: se si tira troppo da una parte, poi nel tempo si riaggiusta, trova un nuovo equilibrio.

L’editoria? Sembra ferma, eppur si muove.

Louis Gitanes sbarca su Amazon

Nella Parigi degli anni Trenta un rapimento, una serie di fenomeni paranormali e l’odioso ricatto di una famigerata spia russa obbligano l’investigatore Louis Gitanes a mettere in gioco tutte le sue risorse. Comincia così la caccia al Signore dei Sogni, tra inseguimenti, esplosioni, improbabili marchingegni scintillanti e creature da incubo. Un breve giallo avventuroso e fantastico, decisamente fuori di testa.

In attesa dei nuovi ebook promozionali del 2017, il nostro racconto sbarca anche su Amazon. Un piccolo passo per il nostro detective, un grande balzo per i nostri lettori dotati di kindle.

E dopo?

C’era una volta una biblioteca, in un paese del “cratere” sismico.
E poi ci siete voi, che potete aiutare a farla rinascere.
La casa editrice “Le Mezzelane” ha chiesto a diversi autori di donare un racconto, per un progetto che può apparire piccolo, circoscritto, particolare, magari non essenziale, non prioritario di fronte all’insieme della devastazione dell’Italia centrale. Ma che certamente sta a cuore a chi scrive, a chi legge, a chi immagina i paesi vivere e non solo sopravvivere, a chi pensa a un “dopo” oltre che a un “subito”.
Così, i racconti hanno formato una antologia, che non è un prodotto, ma un luogo in cui si incontra la solidarietà di chi scrive, di chi legge e di chi pubblica, per far rinascere quella biblioteca.
Questa antologia in e-book verrà inviata a chi donerà almeno 2 euro. Probabilmente dovrei parlarvi di quanto sono belli i racconti, ma preferisco invece dirvi quanto è bella l’idea di far rivivere quella biblioteca.

Su Amazon e sul sito web.

La prima scossa il 24 agosto. Ci siamo svegliati quel mattino con le immagini di un’immane distruzione, interi paesi scomparsi: Amatrice, Accumuli, Arquata del Tronto.
Poi il 26 e il 30 ottobre, con altre distruzioni, fino al drammatico crollo della cattedrale di Norcia.
In mezzo uno sciame sismico infinito, che ancora non si è fermato né accenna a fermarsi.
Le trasmissioni televisive si sono focalizzate sulla perdita del patrimonio abitativo, agricolo-industriale e culturale avvenuto in quelle terre, e sulla possibile, sebbene problematica, ricostruzione. Parlando di patrimonio culturale i media si sono focalizzati principalmente sugli edifici e sulle opere d’arte, parte integrante di questa nostra nazione-museo.
Non sappiamo se sia giusto o sbagliato, o se, semplicemente, il danno immane non permetta di scendere nei particolari dei danni minimi avvenuti in tanti comuni, ma noi siamo una piccola casa editrice, e di libri e danni al patrimonio bibliotecario vogliamo parlare, perché, quando si spengono i riflettori mediatici, la popolazione ancora piange le vittime, le case distrutte, il lavoro incerto, anche una semplice lettura può distogliere dalla paura; e perché, quando le case e le industrie saranno ricostruite, e gli edifici storici restaurati, anche le biblioteche devono essere pronte a riprendere la loro funzione di diffusione capillare della cultura sul territorio.
Non ci possiamo occupare di tutti, non ne abbiamo le forze, ma di qualcuno sì, in particolare di Pievetorina (Mc), comune che stava allestendo la nuova biblioteca proprio poco prima del terremoto, mentre ora l’agibilità dei locali è stata dichiarata al 2%.
Abbiamo chiesto agli scrittori di donare un racconto e li abbiamo raccolti in una antologia, che abbiamo pubblicato solo in ebook per ridurre al minimo le spese vive. Invieremo l’ebook a chi farà una donazione da 2 euro in su.
La raccolta fondi durerà tre mesi a partire dal 1° gennaio 2017; l’intera somma verrà destinata all’acquisto dei libri che la biblioteca ci indicherà.
Le Mezzelane Casa Editrice donerà inoltre un esemplare di ciascun libro fino a quel momento stampato. Se anche tu vuoi donare dei libri puoi farlo. Spedisci i libri a questo indirizzo Rita Angelelli Via W. Tobagi 4/h 60030 Santa Maria Nuova (AN) inserendo nel pacco il messaggio che vorresti inviare alla popolazione terremotata scritto su un cartoncino di cm. 14×14. Costruiremo un mosaico di parole.

La Prova del Druido

Delle disavventure di un allievo scapestrato in­tenzionato a superare un esame a pieni voti. Della involontaria profezia di una giovane don­na dai capelli color miele. Di stravaganti numi che saccheggiano i mondi alla ricerca di storie per il loro divertimento.

Nel mutevole, colorato e caotico mondo degli Dei pochi erano i punti di riferimento stabili e certi. Oasi di ordine in una mare in tempesta, la taverna di Orlo era sempre uguale a se stessa, piena di numi, spiritelli, ninfe e immortali. Lì fervevano le tre attività preferite degli Dei: litigare furiosa­mente, discutere indefinitamente e vantarsi irrefrenabil­mente. Ma come spesso accade in consessi fortemente ispirati dallo spirito (sia esso alcolico o santo) a un certo punto la confusione si spegneva e il silenzio prendeva il sopravvento. Allora, come se ci fosse stato un segnale prestabilito, gli avventori si trasformavano in pubblico e l’oste tesseva le sue storie.
Perché Orlo non era solo il Dio degli osti e dei tavernieri, ma il nume tutelare dei cantastorie, dei bardi, dei teatranti e degli scribacchini. E quella sera aveva preparato una storia fuori dall’ordinario.

 

CONTINUA A LEGGERE

Twittami o diva!!

pabloGiovedì 10 novembre: pratiche letterarie fluide, connesse e reticolari del modo di fare letteratura. Cambiano i modi di pensare, creare e diffondere letteratura, e lo scrittore di oggi ha bisogno di farli suoi. Se ne parlerà con chi questo mondo lo vive e lo studia.

Dalle ore 10 alle 17, Piazza Augusto Imperatore 4, la FUIS – Federazione Unitaria Italiana Scrittori,da sempre attiva a supporto degli scrittori, presenta una giornata di formazione per avvicinare gli scrittori al mondo dei social media. Quali sono quelli più adatti da utilizzare? In quale occasione? Come porsi per farsi notare da un editore o promuovere il proprio libro?

Ad aprire la giornata sarà il prof. Natale Antonio Rossi, presidente della FUIS seguito dal Social Media Manager della FUIS, Giovanni Prattichizzo, esperto di comunicazione nel settore editoriale e dottore di ricerca in scienza della comunicazione offrirà uno scenario dei social network e i loro utilizzi per il mestiere di scrittore.
Alle 12:00 Fabio Biccari, Co-Founder/CEO di Meetale, incubatore di scrittori, presenterà come la piattaforma sia uno strumento di supporto per Case Editrici e scrittori, attraverso casi di successo ed esempi pratici.

Nel pomeriggio, alle 14:00, prenderanno la parola Margherita Melara, blogger di “Il Blog degli scrittori”, giornalista e autrice, e Assunta D’Aquale, blogger di “Negli occhi del cuore” e autrice, illustrando le tematiche relative al fenomeno del Self Publishing emerse da una ricerca in cui sono state intervistate alcune case editrici (Nativi DIgitali, Genesis Publishing, La Vegas Edizioni),      autori (Elisa S. Amore, Francesco Zampa, Roberto Bonfanti), agenzie letterarie e gruppi di Facebook.

Alle 15, Michel Franzoso, fondatore di Extravergine d’autore ed esperto di web marketing, racconterà l’esperienza della vetrina web e parlerà degli strumenti per fare promozione, comunicazione e diffusione del libro in rete.

La giornata sarà conclusa dai racconti e testimonianze degli scrittori presenti in aula e dalla lettura del racconto collettivo che verrà scritto sia in aula che on line tramite l’hashtag #twittamiodiva.

Contatti
Telefono: 06-6833646
e mail: [email protected]

“RESET”, su Penne Matte

pennematteMi ero riproposto di limitare al massimo la partecipazione ai tanti concorsi online, un po’ perché ho un certo numero di libri da finire e un po’ perché è fastidioso chiedere in giro ai contatti sui social di andare a leggere e votare un racconto.

Faccio volentieri un’eccezione per questo concorso delle Penne Matte che tra tutti i portali dedicati alla narrativa in generale costituiscono la realtà più dinamica e innovativa del panorama italiano, con articoli ben curati e di grande interesse per lettori e autori.

Tanto più che il concorso si intitola “Noi Umani” ed è dedicato alla fantascienza…

Ogni opera di narrativa si occupa di persone e società: qualsiasi sia il palcoscenico e la scenografia, il plot e il genere, romanzi e racconti parlano quasi sempre di Umani. La fantascienza guarda alle società, mentre il fantasy, il sentimentale, il giallo preferiscono concentrarsi sui singoli individui, ma alla fine siamo sempre noi al centro delle nostre storie. L’esplorazione, il conflitto, l’avventura sono occasioni per guardarci dentro. Uno dei filoni della SF che preferisco è quello che fantastica liberamente sui cambiamenti sociali apportati dalla tecnologia, cercando di capire dove stiamo andando e quali sfide ci aspettano in futuro.

L’ispirazione per “Reset” è stata gentilmente fornita dal mio PC che in questi mesi si è rotto cinque volte, costringendomi a recuperare i dati a più riprese. Mentre ero intento a litigare con sistemi operativi sempre più automatizzati e dal comportamento spesso misterioso e incomprensibile, vittima di aggiornamenti tecnici quotidiani, mi sono domandato quanto ci sarebbe voluto perché si elaborasse un sistema residente in cloud, cancellando anche l’ultimo brandello di autonomia dell’utente, l’ultima piccola illusione di controllo. Più in generale, quale direzione stiamo imboccando, quando rottamiamo la conoscenza diffusa e ci affidiamo a due o tre software house?

Al di là del paradosso e della catastrofe globale (oggi impensabile) che racconta, “Reset” è costruito intorno alle debolezze del sistema che stiamo mettendo in piedi.

Potete trovare il racconto sulla sua pagina nel sito delle Penne Matte. Se vi piacerà, ricordatevi di lasciare un feedback. E’ pur sempre un concorso.

Sword & Sorcery today

Riproporre racconti di Sword & Sorcery oggi è una battaglia persa. Ma qualcuno deve pur combatterla.

Discussione tipica davanti ai racconti Sword & Sorcery.PhotoFunia-1811fc2
Lettore/critico/editore: “Vedo che i personaggi sono stereotipati”
Autore: “Infatti, nello S&S c’è una forte vena grottesca e i personaggi indossano delle maschere. Il gioco è tutto nel mostrare, lasciar intravedere cosa ci sia sotto…”
LCE: “…e manca quasi del tutto l’elemento introspettivo.”
A: “Sì, appunto. L’introspezione non fa parte del genere, sono storie veloci. Insomma, non puoi fare un monologo amletico mentre sei inseguito da un drago armato di spiedino e salsa barbecue. Quindi…”
LCE: “Storie brevi e frammentate, il romanzo ne esce male.”
A: “quale romanzo?”
LCE: “un romanzo fantasy ha bisogno di un ritmo meno rocambolesco.”
A: “Non è un romanzo, sono racc…”
LCE: “Per quanto scritto bene, c’è molto lavoro da fare perché sia un bel romanzo fantasy”.
A: “non è un romanzo e non è fant…”
LCE: “Però c’è in potenza la capacità di tirarne fuori uno, un bel romanzo fantasy”
A: [rumore di testa sbattuta ripetutamente contro il muro]

Dialogo liberamente elaborato da numerose discussioni e commenti reali.

Operazione Sconto

Cercate qualcosa da leggere per questa estate? Un pizzico di avventura, un sorriso, un brivido?
Visto che l’estate è dura per tutti, vi regaliamo uno sconto del 20% sull’edizione cartacea dei nostri libri. Tuffatevi nei misteri della Bretagna con Jacques Korrigan oppure nelle avventure sword & sorcery della Canzone della Costa in compagnia di tre famigerati furfanti.

Da questa mattina e fino a domenica 10/07/2016 sarà possibile acquistare sul sito Youcanprint.it con uno sconto del 20% le versioni  in carta (all’odore e sapore di carta) di:


jk90A. Marinucci Foa – M. Leoni
LA FORESTA DEGLI INCANTI

Jacques Korrigan a Brocéliande

Generi: avventura fantastica, fantasy, spionaggio
seconda edizione, 2015
Pagine. 360
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tredispadeA. Marinucci Foa – M. Leoni
TRE DI SPADE

La Canzone della Costa – volume 1

Generi: sword & sorcery, fantasy, avventura
2014
Pagine. 126
Coupon: 950977


luce e ombraA. Marinucci Foa – M. Leoni
LUCE E OMBRA

La Canzone della Costa – volume 2

Generi: sword & sorcery, fantasy, avventura
2015
Pagine. 114
Coupon: 421447


ISTRUZIONI: accedere alla scheda youcanprint del libro che vi interessa cliccando sul titolo del libro, aggiungere al carrello e inserire il codice coupon relativo. Per ogni ordine è possibile utilizzare solo un coupon.

Italia Fantastica

Vi ricordate il “fatabase” creato da Kate Lacourse nella Foresta degli Incanti?
Il sito delle Penne Matte ha realizzato una mappa dell’Italia fantastica che si avvicina molto al concetto del “fatabase”.
E… sorpresa… tra gli autori mappati ci siamo anche noi.

Diario di viaggio, parte seconda

La cronaca semiseria di un autore alle prese con il viaggio di Darwin.

index_clip_image002Darwin e gli osti sudamericani è un pezzo di teatro. Non l’ho scritto io, l’ha scritto lui e io mi limito a tirarlo fuori dal suo libro e a farlo vedere.

Chi ha viaggiato in modo “avventuroso” lo sa già. Ci sono due comodità irrinunciabili quando vai alla ventura in zone già esplorate prima. La prima è la cartina. Quando ti perdi o sei in dubbio, c’è la carta geografica. Se parli il suo linguaggio te la cavi sempre. Il viaggiatore esperto non si riconosce dalle scarpe o dallo zaino. Si riconosce perché sa ripiegare la cartina al primo colpo.
La seconda è l’oste. Uso il termine “oste” come simbolo di tutta la famiglia estesa dei gestori di locali dove si mangia e si beve: ristoratori, trattori, tavernieri, locandieri. Quando hai viaggiato tutto il giorno, ti fanno male tutti i muscoli del corpo, persino le dita (con cui hai ripiegato la cartina cento volte), sei stanco morto e affamato come un coccodrillo tenuto a dieta vegan per una settimana. Arranchi con le ultime forze, vedi le case il lontananza e quando trovi l’oste sei salvo.

Ora, Darwin non è Indiana Jones. Gli scienziati del Beagle viaggiano con i servi al seguito. Ma quando vanno a cavallo e a piedi una giornata intera sono stanchi anche loro. Puzzano come caproni tibetani, gli fa male tutto e hanno fame. Si trascinano alla prima osteria. Hanno l’agilità di un bradipo, ma lo stomaco di una tigre dai denti a sciabola.

Darwin parla tanto degli osti e visto che non è uno che chiacchiera a caso, e che addirittura si ricorda a distanza di molti anni dove si mangia bene e quanto si spende, il suo incontro con la ristorazione sudamericana riveste per lui una certa importanza.

Gli osti sono la punta di diamante della civilizzazione. Sono sempre avanti. Quelli che incontra Darwin sono addirittura centocinquanta anni avanti. Guardano i valorosi scienziati e nobili esploratori di Sua Maestà e cosa vedono? Dei turisti. Un secolo e mezzo prima dell’industria del turismo! Darwin è sbalordito e divertito dagli osti. Si imbatte nel relativismo culturale, trattando con gli osti. Gli esploratori inglesi hanno fame, chiedono ripetutamente da mangiare, insistono. Quanto ci vorrà per la cena? L’oste si secca e risponde “la cena sarà pronta quando sarà pronta”. Questa frase resterà scolpita nella memoria di Darwin. Un inglese del 1831 non se la aspetta, si aspetta una giustificazione, una parola di scusa. Ma l’oste vede solo un turista, sta facendo il suo lavoro e il turista aspetta. “Se non volete aspettare, potete andare altrove”. E lì, i valenti esploratori alzano bandiera bianca.

E’ normale per noi. Ma immaginate la faccia di Darwin alle prese con la filosofia della ristorazione del ventesimo secolo, in un posto sperduto del Brasile. E’ teatro. Quando Darwin anziano lo scrive nell’autobiografia ancora gli viene da ridere.