Contro la censura

E’ stata consegnata la richiesta di Traparentesi,  proposta da Andrea Valente e Matteo Corradini e firmata da decine e decine di autori, di bandire le loro opere da Venezia per solidarietà con quelle che si vorrebbero proibire.

Chiedere al sindaco di Venezia di togliere anche i nostri libri dalle biblioteche non è apparentemente un atto di rivolta così forte e così coraggioso. 263 autori, alcuni molto famosi, altri molto noti, altri (come noi) molto ignoti hanno firmato questa richiesta per fermare subito questa follia. Perché prendersi questo disturbo? Apparentemente è un piccolo gesto civile di solidarietà e di protesta, di giustizia. Apparentemente non cambia il mondo e non cambia, probabilmente, neppure la sorte dei libri che si vogliono censurare, bandire, magari anche bruciare in piazza. Apparentemente, nel mito sciocco del fare contrapposto al dire, sembra troppo poco.

Per prima cosa, la censura riguarda “solo” il comune di Venezia ed è diretta “solo” ai bambini.

90 anni fa il Tennessee si diede una legge che proibiva nelle scuole l’insegnamento dell’evoluzione. Solo nel Tennessee e solo per i bambini. Nonostante il clamore del processo Scopes, la legge rimase in vigore fino al 1967, 42 lunghi anni. L’evoluzionista e storico della scienza Stephen Jay Gould ricostruì il danno enorme subito dall’intera società statunitense (non solo in Tennessee e non solo nei bambini) per l’autocensura dei manuali scientifici in merito all’evoluzione, una conseguenza che nessuno aveva inizialmente preso in considerazione.

La censura è pericolosa, sempre.

La società è cambiata, nel nostro caso specifico è progredita: gli omosessuali e le famiglie omogenitoriali, che sono sempre e naturalmente esistiti, hanno semplicemente fatto un passo alla luce del sole. Un semplice passo dall’oscurità alla luce del giorno e sembra una rivoluzione culturale. O addirittura un terremoto minaccioso, perché quello che ci si lascia alla spalle è l’ipocrisia di nascondere, in un ghetto fatto di non-detto e di non-mostrato, una realtà che non si adatta agli schemi della tradizione religiosa. Questo passo richiede alla società “solo” di accogliere gli omosessuali, di dare cittadinanza piena alle famiglie che sembrano diverse.
I libri che mostrano e che dicono spaccano le mura del ghetto e disarmano il bullismo. Questo è quello che ci rifiutiamo di sottoporre alla censura dei sindaci o di chiunque altro, un dire che è anche fare. E la ragione per cui abbiamo aderito a questa iniziativa.

Andrea e Manuela