Crea sito
La Foresta degli Incanti


Le luci del solstizio

Le luci del solstizio
di Manuela Leoni

 

EdwardRobertHugsNightAstrid respirò profondamente l’aria fredda della notte, mentre procedeva lungo il margine della pista di fondo che costeggiava il bosco. Gli alberi erano carichi di neve, che aveva smesso di cadere poche ore prima: ogni tanto un tonfo attutito rompeva il silenzio, quando un ramo troppo carico lasciava scivolare a terra il suo candido fardello.
La notte era limpida ora e una luna gigante illuminava il paesaggio circostante; la sua luce rifletteva sulla distesa candida rendendo l’aria chiara come il ghiaccio e sicuri i suoi passi.
Ogni cosa era avvolta nel silenzio che la neve porta con sé: la sua particolare magia.
Ad Astrid sembrava quasi di sentire la sua anima cantare la gioia e l’incanto della notte più lunga dell’anno, come un suono sommesso nell’angolo più impercettibile dell’orecchio. Nella quiete della notte il canto si faceva più forte, più complesso: un’armonia intricata e avvolgente, composta da parole sconosciute eppure stranamente familiari, un tintinnare gioioso di campanelli, un vibrare di corde pizzicate, un sospiro di flauti come vento tra le foglie dei boschi di querce. Un richiamo.
Nel folto del bosco alla sua sinistra le parve di scorgere un lampo di luce calda, come un fuoco ardente.
”Vieni!”
La parola risuonò chiara nell’aria gelida.
Astrid si guardò intorno perplessa, cercando di capire da dove provenisse il suono: sembrava non avere direzione, come nascesse direttamente dal suo interno.
Ed ecco ancora la luce, più lontana adesso.
Incuriosita prese ad addentrarsi nel bosco: la notte era abbastanza chiara da poter avanzare agevolmente, nessun pericolo di inciampare o di perdersi.
Tra gli alberi l’aria era più calda, più densa, dolce come sciroppo al profumo di fragole: una promessa d’estate ancora lontana.
Ora sentiva le risa che accompagnavano il canto, trilli argentini nel ghiaccio.
Faceva caldo ora e si tolse il cappello di lana morbida, i guanti e la sciarpa. Le lunghe ciocche nere ricaddero libere sulle spalle, una mantilla di seta preziosa.
Il bagliore del fuoco la guidava “Vieni, è tanto che ti aspetto, vieni!” la voce nel canto, sempre più insistente la attirava avanti, sempre più avanti verso il centro del bosco.
Tra i rami degli alberi luci argentate segnavano la via, o forse erano i bagliori della Luna Fredda, lei non sapeva spiegarselo.
Avrebbe dovuto provare timore. Avrebbe dovuto sentire freddo; ma la sua mente razionale era come addormentata, avvolta in una spessa coperta candida di cristalli di neve. Guanti, cappello e sciarpa caddero a terra, come foglie secche in autunno: le luci intorno a lei cantarono più forte, gioiose.
”Vieni, danziamo insieme in questa notte magica. Danziamo per la luce che ritorna”

CONTINUA A LEGGERE

Il Sentiero di Pierre

Brano in anteprima da “Jacques Korrigan e la Pietra di Artù”
di Andrea Marinucci Foa e Manuela Leoni

La giovane donna si lasciò scivolare lentamente, sedendosi a terra. I lunghi capelli neri scarmigliati le ricadevano sul viso pallido e tirato.
“Estela!” la chiamò il vecchio calvo. Impugnava un fucile e aveva una sciarpa verde intorno al collo.
Lei non gli rispose, ma lo guardò con aria esausta.
“Ė chiuso?” la incalzò l’altro, in francese.
Estela annuì brevemente. Poi gli tese il braccio per farsi aiutare.
Il francese le strinse la mano. Era piccola e calda. Gli occhi della spagnola erano scuri come la notte e brillavano di determinazione. Con uno strattone il vecchio la tirò in piedi.
“Tutto bene”, lo rassicurò la ragazza.
“Ti ho coperta con gli altri, ma questo deve essere l’ultimo gruppo!” Il tono dell’uomo non ammetteva repliche. “Ė chiaro?”
Lei si strinse nelle spalle.
Le altre guide, due maquisard dall’aria cupa, stavano conducendo i fuggiaschi verso il vecchio sentiero che s’inoltrava nel bosco. L’autunno aveva dipinto i faggi di giallo e rosso, creando un’esplosione di colori e sfumature.
“Questa strada doveva essere chiusa nel 38”, aggiunse il vecchio.
“Ė una mia responsabilità, Troadec”, tagliò corto lei. Alzò lo sguardo verso il cielo, valutando con occhio esperto le nuvole grigie. Imprecò in spagnolo e si incamminò a passo spedito verso il gruppo, senza curarsi che il vecchio la stesse seguendo.

CONTINUA A LEGGERE

We

Avevamo preparato con cura un pieghevole per gli eventi e non c’è riuscito di stamparlo in tempo per il Tea&Novels di oggi pomeriggio… Siamo i soliti pasticcioni. Va bene, eccolo qui in tutto il suo dilettantistico splendore.

pieghevole2pieghevole

Il 19 Dicembre

LOCANDINA-TEANOVELS-2014-722x1024

Il 19 Dicembre siamo a Marino (RM). E’ il primo evento in assoluto incentrato su qualcosa che abbiamo scritto  e siamo davvero molto emozionati.
Ringraziamo PUNTO A CAPO ONLUS per il grandissimo onore che ci ha riservato.

7 BUONE RAGIONI…

Sette buone ragioni per NON leggere Jacques Korrigan a Brocéliande.

1. NON HA IL VAMPIRO

Il vampiro che doveva apparire nel libro, il famigerato conte Ludomiro, ha dato forfait visto che le sue condizioni non erano state accettate dagli autori: voleva brillare al buio, comparire nel titolo del libro, spostare la location dalla Bretagna alla Transilvania e avere una storia di sesso con Sarah Kelvin, la quale – come risposta – lo aveva pubblicamente minacciato di evirazione con un coltello da pane, di quelli seghettati.

2. NON SI SA BENE DOVE METTERLO

Dove metterlo? Nell’avventura? Nella fantasy? Tra i gialli? Nelle spy stories? In un angoletto della fantascienza? E’ un bel problema per chi tiene le librerie ordinate.

3. E’ POCO SERIO

10408570_944649128883182_2132428938340580879_nCi sono personaggi che fanno ridere. Anzi è peggio di così: ci sono dei personaggi che sono lì apposta per far ridere. C’è il forte sospetto che i due autori si siano – orrore! – divertiti a scrivere questo libro, quando lo sanno tutti che la letteratura si compone di sudore, lacrime e crisi esistenziali. Cercando di allietare la giornata al lettore, scivolano inevitabilmente nella narrativa di serie B.

4. E’ TROPPO SERIO

Alcuni lettori bene informati e rigorosamente anonimi ci hanno riferito che ci sono temi molto seri nascosti tra la trama avventurosa, poco visibili a una prima lettura e trattati senza drammatizzare, con leggerezza. Questo è barare! Si era appena classificato il libro nella serie B e arrivano maldestri e tardivi tentativi di farsi posizionare in serie A!

5. DOVE SONO LE DESCRIZIONI AMPOLLOSE?

Tagliate! Bruciate via! Eliminate! Sembra esagerato, ma è proprio così.
Niente più passi come “la luce del sole nascente stuzzicava dolcemente le complesse, geometriche molecole di clorofilla, gloriosamente dotate di un forte cuore di magnesio, che tingevano di verde l’altrimenti pallido prato e il vento correva a 4 nodi da sud sud-est facendo vibrare timidamente le fronde…”

6. PIACE AI VENTENNI

Può essere buono un libro che piace ai giovani debosciati (e per giunta choosy) di oggi? No, certamente no. Che libro è quello che lima e rende scorrevole un linguaggio che tradizionalmente deve essere astruso, criptico e cacofonico? Dove sono i bei “non posso non dirmi in totale disaccordo con quello che non dici”? E dove sono le pagine di intimistica analisi psicologica a cui il personaggio si dedica così spesso mentre scappa nei boschi schivando i proiettili? “Essere o [PROIETTILE] non essere [RAMO BASSO] questo è il problema.”

7. E’ FORESTO

L’ambientazione è esterofila. Forse avremmo anche potuto leggere le avventure di “Giacomo Folletto a Monte d’Accoddi”, ma di Brocéliande ne sappiamo e ne vogliamo sapere molto poco. Invece sappiamo tutti che qualche bontempone ha lasciato un proto-ziqqurat sulla strada tra Sassari e Porto Torres qualche migliaio d’anni fa, vero?

Ecco, LE SETTE buone ragioni per non leggere Jacques Korrigan a Brocéliande.
E qui il link dove NON comprarlo, in cartaceo o in ebook.

Il Sentiero di Pierre

Ed ecco un racconto in anteprima assoluta, tratto dal materiale che stiamo utilizzando per Jacques Korrigan e La Pietra di Artù, che si svolgerà principalmente tra i Pirenei e l’Inghilterra. Ha partecipato e vinto l’edizione di novembre di SETTE GIORNI DI FOLLIA.

SPOILER

Il secondo romanzo prosegue da dove finiva il primo: la ricerca del gruppo criminale responsabile dei rapimenti a Paimpont e la vicenda dei Guardiani (seanchaithe) e delle strade tra i mondi. Seguendo una traccia ritrovata sui diari nazisti, la squadra di Jacques cerca indizi nei Pirenei, dove si trova la famosa grotta di Trois-Frères, imbattendosi nella storia di Estela, profuga spagnola nel 1938 e maquisard durante l’occupazione nazista della Francia. Estela è uno dei personaggi chiave del libro, legata anche alla “trama orizzontale” della serie.

IL SENTIERO DI PIERRE – di Andrea Marinucci Foa e Manuela Leoni
Di una fuga drammatica attraverso il mondo fatato, di occhi d’ambra e d’ebano, di una maquisard e di un bambino.

In anteprima su SETTE GIORNI DI FOLLIA.

 

Ebook Promozionali

Louis Gitanes e il Signore dei SogniPrimavera a Quattro Mani
Mito a Quattro Mani

Portico d’Ottavia 13

Copia-di-Locandina-Foa-721x1024Saremo a Marino, VENERDI’ 5 DICEMBRE alle ore 17,30, presso l’Associazione PUNTO A CAPO ONLUS – VIA ANTONIO FRATTI, 19A PIAZZA MATTEOTTI – MARINO (RM) per la presentazione di PORTICO D’OTTAVIA 13, di ANNA FOA.

Racconti in un Caffè

Con oltre 12.000hidelogo pagine viste soltanto a Ottobre, Racconti in un Caffè continua a riempirsi di contenuti e ad attrarre visitatori.

Ci troverete anche lì con i nostri racconti.
(Per far presto ecco il link alle pagine di Manuela e Andrea)

il personaggio giallista

BITSTRIPSCosa succede quando un Personaggio decide di scrivere per conto suo?
Xavier Morales, personaggio di Jacques Korrigan a Brocéliande si è dato ai gialli, creando il favoloso Louis Gitanes, detective della Parigi degli anni Trenta.
Ovviamente, i suoi amici cercano di aiutarlo con preziosi consigli sempre molto apprezzati.

Non siete convinti?
Beh, neppure noi.

Per cui mettiamo alla prova il buon Morales e scarichiamo gratuitamente il suo giallo.