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Louis Gitanes e il Signore dei Sogni


Blog

NEW YORK 1911

Il mio nome è Malone, Brendan Malone e vivo a New York. Amo questa città, e non vivrei mai da nessun’altra parte. Anche se il nuovo secolo, il ventesimo, è iniziato da qualche anno e tutto il resto del mondo invecchia, questo posto diventa più giovane ogni giorno che Dio manda in terra. Sarà per la gente che arriva da ogni dove e per ogni perché? Vengono, come mio padre, da un’Europa dura come una roccia dura, su cui hanno spaccato i loro scalpelli, per trovare una creta fresca con cui modellare la loro nuova esistenza.

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Gwendoline – di Sauro Nieddu

Gwendoline - di Sauro NiedduGwendoline
di Sauro Nieddu
Pagine: 308; EEE (Edizioni Esordienti E-book); 2014
ISBN: 978-88-6690-178-5
Ebook: 3,99 €

Londra, 2088. Lo scrittore Sxxxx Nxxxxx, che si fa chia­mare Trevor, ma usa innumerevoli pseudonimi per la sua po­liedrica attività di scrittore ben pagato, è il narratore e il prota­gonista della storia. Di origini italiane, l’uomo trascorre il tempo che non dedica alla scrittura tra un pub e l’altro, a ubriacarsi scolando immensi boccali di birra. Nato prima del 2000, in realtà Trevor è nel fiore degli anni grazie ad Immor­tality© , una pillola che ha cambiato le sorti dell’umanità, ren­dendo gli individui praticamente immortali e curando tutte le malattie. Lo scrittore si innamora della sua collaboratrice dome­stica che si chiama Gwendoline, ha meno di vent’anni ed è fidanzata con un coetaneo di nome Pi. I tre diventano amici, Trevor prova una sorta di dipendenza emotiva dai due ragazzi. Un altro elemento che ha cambiato le sorti dell’uma­nità è stata l’apparizione improvvisa nel 2058 di enormi oggetti ovoidali che molti hanno scambiato per delle bombe. Se dovessero esplodere distruggerebbero tutto. Da allora sono passati trent’anni, la gente vive normal­mente la sua vita, ma sente di avere sempre un pericolo incombente.

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“Quantanoia” in 7 Giorni di Follie

Il racconto integrale “Quantanoia” di Andrea Marinucci Foa disponibile per qualche giorno sul blog:
7 Giorni di Follie

Intervista a Morales e Barnes

Barnes & MoralesGli agenti Mike Barnes e Xavier Morales hanno graziosamente accettato di fornirci una intervista, una prassi ormai consolidata per i personaggi di Andrea Marinucci Foa e Manuela Leoni. Abbiamo in studio questa strana coppia di agenti, un po’ Starsky e Hutch, un po’ Merry e Pipino. Tema dell’intervista è soprattutto la loro storia e il loro ruolo all’interno del romanzo.

Che dire di questi due personaggi, usciti dalle pagine di Jacques Korrigan a Brocéliande?
A sentire gli autori, erano originariamente ideati come spalle, personaggi funzionali alla storia, ma di certo non protagonisti.
Ok, mettete via le pistole: ho detto originariamente!

Barnes: se parliamo di origini, allora Jacques Korrigan a Brocéliande doveva essere un racconto.

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Ritorno a Casa

Kur era un’immagine olografica spiaccicata su un monitor circolare. Ogni cosa lì intorno rispecchiava il pi greco.
Kor aveva un colorito azzurro, quella mattina. O pomeriggio. O quel che era. Probabilmente per via del riflesso dell’oblò, che mostrava un pianeta azzurro e verde. “Stiamo compiendo la prima decelerazione in vista del terzo pianeta, Supervisore.”

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“E poi?”

Qualcuno ha deciso di definire ufficialmente l’uomo “sapiente” (sì, lo so: è stato Linneo), dal mio modo di vedere le cose, l’uomo dovrebbe chiamarsi “narrante”. Noi utilizziamo la narrazione come principale sistema cognitivo. Raccontiamo storie, ascoltiamo storie. Comunichiamo un’immagine romanzata di noi stessi, persino nell’introspezione ci raccontiamo un mucchio di storie. Non perché siamo falsi e bugiardi, ma perché siamo fatti così.

Siamo divoratori di storie.

Una delle persone più intelligenti che conosco mi parlava qualche settimana fa della poesia della matematica. E’ un concetto chiaro: è difficile appassionarci a un qualsiasi argomento senza guardarlo con gli occhi di un bambino che ascoltando una favola chiede “e poi?”

I migliori insegnanti sono narratori: conoscono e usano (perché li hanno studiati o fatti propri con la pratica) tutti i meccanismi della narrazione orale. Un attore straordinario come Marco Paolini riesce a tenerci incollati alla sedia raccontando vicende lunghe e complicate, come quelle di Ustica e del Vajont; ci raggiunge con una forza straordinaria perché ci racconta una storia, con tutti i trucchi del navigato attore di teatro. Trucchi sacrosanti, sia chiaro.

Nei documentari si utilizzano tecniche narrative. In alcuni compaiono persino gli archetipi del protagonista e dell’antagonista: servono a raccontare una storia. L’evoluzione si racconta attraverso la storia del pensiero scientifico: la scoperta è un viaggio, un’avventura. Sappiamo benissimo che è tutto romanzato, ma va bene così.

Nasciamo, cresciamo ed invecchiamo con la stessa domanda sulle labbra: “e poi?”.  Io trovo che sia bellissimo.

Tre di Spade

Il nostro prossimo libro si intitolerà Tre di Spade e comprenderà tre racconti Sword & Sorcery del ciclo della Canzone della Costa, i primi in ordine cronologico.

E’ una Sword & Sorcery molto vicina alle origini popolari del genere, un po’ alla Fritz Leiber e Lyon Sprague de Camp. A scanso di equivoci, questa narrativa deve poco a Tolkien e alla fantasy epica e molto ai racconti di cappa e spada e alla commedia dell’arte. Presenta ambientazioni molto sfumate, dove bene e male non muovono le pedine di una scacchiera cosmica, ma  uomini e dei si fanno più o meno i fatti propri in un universo indifferente, beffardo e corrotto. Come da tradizione popolare, si dipinge una società governata dall’arbitrio del potere, dove l’unica legge è il “lei non sa chi sono io” e  l’unica arma è farsi furbi e fregare il potente con l’astuzia. La gente perbene resta lontana dal potere perché questo corrompe l’onesto e lo trasforma in un mostro.

Gli italiani dovrebbero trovarsi bene. La nostra Vadhe, la grande e corrotta città che fa da sfondo alle avventure dei tre protagonisti del ciclo, potrebbe essere una qualsiasi città italiana del Cinquecento e del Seicento. Anche senza andare indietro nel tempo, l’Italia di oggi è molto simile a una ambientazione di questo tipo, sotto certi aspetti.

Naturalmente, il cinismo e la sfiducia appartengono al genere e non a noi. Non cantiamo certo le lodi di una società priva di lacci e lacciuoli, ne facciamo uno sfondo che faccia risaltare bene l’umanità dei personaggi. Le stelle brillano di più nell’oscurità.

I racconti che vi presenteremo presto (impegni permettendo) in Tre di Spade:

Incontro a Mirozh
Di come i nostri avventurieri si incontrano in maniera per nulla casuale nella taverna di un villaggio povero e sperduto. Di dadi truccati, incantesimi e spade.

L’Oro di Vadhe
Di un furto su commissione che inizia in maniera promettente. Di uno stregone vendicativo e di un sodalizio che è soltanto all’inizio.

Rosa d’Inverno
Di una bestia la cui famelica presenza affligge un intero borgo. Di sospetto, ingratitudine, amore e morte.

A Quattro Mani

A Quattro Mani

Chi scrive, oggi deve avere il blog.
Lo dicono tutti, per cui ci adeguiamo. Come sempre, a modo nostro.
Eccoci imbarcati e salpati. Navighiamo già sull’oceano tempestoso dei diari pubblici.

Cosa troverete qui? Ah, saperlo! Abbiamo buttato a mare la bussola e seguiamo solo le stelle, ovunque ci portino.