Il Sogno di Nina

IL SOGNO DI NINA
di Manuela Leoni

Il bosco odorava di resina, funghi e pacciame sotto la pioggia sottile. Il sentiero si snodava tra i faggi e gli abeti rossi, che avevano creato sul terreno un tappeto soffice e umido, dove era piacevole camminare.
Nina avanzava a passo lento, il K-way rosso come una fragolina di bosco, sullo sfondo degli alberi lucidati a nuovo dall’acqua. Conosceva bene quel sentiero, lo aveva percorso molte volte quell’estate, nel suo girovagare in quello che era l’angolo più verde e più piovoso del paese.
Tutto sommato una buona estate: molto trekking, molti libri, molte foto, molti krapfen. Molta tranquillità. Troppa.

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