Leggende della Tavola Rotonda

12234922_649010738535705_1031877430493402021_nHo sempre apprezzato il fascino della narrazione antica. Il ciclo arturiano è straordinario, così multiforme nei punti di vista e nei narratori! I personaggi danzano da una parte all’altra del mondo celtico, dalla Britannia al Galles e alla Bretagna, e nelle storie mostrano ruoli, sfumature, caratteri diversi, cambiano nome e si tingono di sfumature sempre nuove. Nonostante grandissime opere coerenti, resta un ciclo da gwerz, da narrazione popolare, dominato da frammenti che come perle danno un carattere speciale e prezioso anche a racconti di contorno e che nel loro insieme hanno un’articolazione complessa e molto ampia.

Dentro c’è un oceano: il passaggio dal mondo antico a quello medievale, l’origine dell’Inghilterra, la cavalleria e l’amor cortese, la ricerca spirituale. Lo popolano archetipi senza tempo e vi si incontrano brillanti personaggi fuori da ogni schema. Nelle opere moderne del genere fa capolino la società di oggi, la questione femminile, l’integrazione, l’esigenza di una convivenza pacifica tra i popoli. Artù si rinnova insieme alla società, ha sempre qualcosa da dire, da mostrare, da insegnare. Ci incanta con le opere antiche, culla la nostra curiosità con quelle moderne, stuzzica l’immaginazione con la musica e con l’illustrazione che lo accompagnano, si materializza nel teatro e nel cinema.

Leggende della Tavola Rotonda, curato da Serena Fiandro ed edito da Doni delle Muse.