Il Sentiero di Pierre

Brano in anteprima da “Jacques Korrigan e la Pietra di Artù”
di Andrea Marinucci Foa e Manuela Leoni

La giovane donna si lasciò scivolare lentamente, sedendosi a terra. I lunghi capelli neri scarmigliati le ricadevano sul viso pallido e tirato.
“Estela!” la chiamò il vecchio calvo. Impugnava un fucile e aveva una sciarpa verde intorno al collo.
Lei non gli rispose, ma lo guardò con aria esausta.
“Ė chiuso?” la incalzò l’altro, in francese.
Estela annuì brevemente. Poi gli tese il braccio per farsi aiutare.
Il francese le strinse la mano. Era piccola e calda. Gli occhi della spagnola erano scuri come la notte e brillavano di determinazione. Con uno strattone il vecchio la tirò in piedi.
“Tutto bene”, lo rassicurò la ragazza.
“Ti ho coperta con gli altri, ma questo deve essere l’ultimo gruppo!” Il tono dell’uomo non ammetteva repliche. “Ė chiaro?”
Lei si strinse nelle spalle.
Le altre guide, due maquisard dall’aria cupa, stavano conducendo i fuggiaschi verso il vecchio sentiero che s’inoltrava nel bosco. L’autunno aveva dipinto i faggi di giallo e rosso, creando un’esplosione di colori e sfumature.
“Questa strada doveva essere chiusa nel 38”, aggiunse il vecchio.
“Ė una mia responsabilità, Troadec”, tagliò corto lei. Alzò lo sguardo verso il cielo, valutando con occhio esperto le nuvole grigie. Imprecò in spagnolo e si incamminò a passo spedito verso il gruppo, senza curarsi che il vecchio la stesse seguendo.

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