Note di Sogno

Note di Sogno
di Manuela Leoni

Le note si spargevano nell’aria fresca della notte, creando spirali fantastiche che si intrecciavano alla brezza e al profumo intenso del gelsomino. In piedi, sotto la luce della luna, l’uomo era di nuovo alto e dritto, pieno di fascino come doveva apparire tanti anni prima sotto le luci potenti che lo illuminavano sui palcoscenici dei più importanti teatri del mondo.
Le dita correvano ancora sorprendentemente agili sul manico del violino, l’arco creava incanti sulle corde tese, un’aura magica sembrava circondarlo illuminando i capelli candidi, il viso segnato, gli occhi stanchi di chi ha vissuto troppo a lungo da solo.
La musica era stata la sua vita, la sua amante gelosa che non aveva lasciato spazio a nessun’altra. Ora suonava da solo, su una terrazza affacciata sul mare con il lento sciabordio delle onde a fargli da contrappunto. L’aria della notte era fresca dopo la calura del giorno, fresca come le mani morbide che lo avevano accarezzato in una notte sorprendentemente uguale a quella, così lontana nel tempo; delle tante donne che aveva incontrato, delle tante donne che aveva avuto, soltanto di lei serbava un ricordo così vivido, l’unica donna che avesse mai pensato di seguire. L’unica donna che non aveva voluto seguirlo.

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